Filiberto Vago. Un Sorriso fatto ad arte


Comincia con questo numero la collaborazione con il dottor Vago,
dentista di chiara fama che svelerà ai lettori di Monza Club i segreti per una bocca perfetta

a cura di Filiberto Vago
 
Un corridoio lunghissimo su cui si affacciano studi, laboratori, uffici e spazi adibiti ai colloqui con i pazienti. Schermi lcd, macchinari ultramoderni e apparecchi di precisione. Ma anche una hall accogliente e spaziosa, in cui organizzare corsi di aggiornamento e su una mensola la felice ironia di una coppa, in tutto e per tutto uguale a quella dei campioni: quella per il bimbo (ma anche l’adulto!) più coraggioso. Lo Studio Dentistico Dottor Filiberto Vago è situato nel cuore di Monza, a pochi passi dal centro storico. Dottore, qual è stato il suo percorso professionale?
«Mi sono laureato in Medicina e Chirurgia con Specializzazione in Odontostomatologia presso l’Università Statale di Milano. Già a quei tempi facevo parte di un gruppo molto attivo di studenti e professori con i quali seguivo corsi e congressi che mi furono utili per avere da subito una visione più allargata della professione. Da questa esperienza trassi la consapevolezza dell’importanza del lavoro in equipe, che in quegli anni non era ancora così diffusa. Dopo la laurea – conseguita nel 1979 – ed alcuni anni di esperienza fondai con altri due soci, ad Arcore, il mio primo Ambulatorio Odontoiatrico. Nel 1991 nacque lo Studio attuale, in cui, ancora oggi, ogni giorno spendo gran parte delle mie energie professionali».

Da quanti professionisti è composta la sua équipe?
«Tra medici ed odontoiatri siamo in sette, ognuno con una particolare e specifica specializzazione. Io mi occupo di Protesi, il dottor Pulici di Chirurgia Paradontale ed Implantologia, il dottor Gerosa di Endodonzia e la dottoressa Parazzoli di Ortodonzia. Inoltre, il dottor Invernizzi e il dottor Vigevani seguono la Conservativa e la Piccola Protesi. Il dottor Fugazzola, invece, si occupa di Elettromiografia, vale a dire lo studio dei muscoli masticatori responsabili del “funzionamento” dinamico della mandibola».

Da quello che dice, e dando un’occhiata al suo studio, mi pare di capire che la tecnologia ricopra un grande ruolo in questo lavoro...
«È così, sempre di più. Tecnologie avanzate, oggi, sono indispensabili. Ad esempio, in Implantologia, per sostituire i denti mancanti con viti in titanio, è possibile utilizzare dei programmi computerizzati che ci permettono di fare uno studio preliminare a “tavolino” e che poi ci guidano nell’inserimento corretto e preciso degli impianti nell’osso. Questo ci permette di posizionare un ponte protesico fisso nella stessa giornata della chirurgia. In tal modo si riducono drasticamente i tempi, quindi i costi e le “sofferenze”. Un altro esempio di tecnologia alla portata di tutti i pazienti è l’utilizzo di sistemi radiologici computerizzati che utilizzano lastre ai fosfori e lettori laser. Si sono così eliminati i liquidi di sviluppo (tossici!) e ridotti drasticamente i tempi di esposizione. Risultato? Dopo pochi minuti l’immagine è pronta per essere visionata direttamente sullo schermo di fronte alla poltrona. Risparmio di tempo, possibilità di elaborazione e conservazione dell’immagine, ma soprattutto beneficio per la salute del paziente».

Però, dietro un microscopio superpotente o a un avveniristico laser, c’è sempre la mano dell’uomo...
«Assolutamente sì. Non bisogna mai dimenticare che la preparazione e l’esperienza sono i fattori discriminanti perché si possa compiere un buon lavoro. In fondo non dobbiamo dimenticare che noi dentisti siamo degli “artigiani”. Dedichiamo anni agli studi universitari,corsi di specializzazione, tanta teoria, ma alla fine sono le nostre mani che devono “fare”. Inoltre,per quanto mi riguarda, considero un plus la mia formazione medica, che mi ha dato le basi per avere una visione complessiva e non solo “limitata” alla bocca».

È anche vero che i pregiudizi sulla categoria dei dentisti sono duri a morire!
«Lo confermo, e aggiungo che ci coinvolgono pregiudizi di diverso tipo. Per quanto riguarda la paura del dolore, ad esempio, posso assicurare che si tratta di un timore anacronistico e del tutto immotivato: oggi possiamo controllare il dolore al cento per cento. Inoltre esistono varie tecniche per rassicurare i pazienti. Io penso che per fare ciò, si debba iniziare con un colloquio informale in un ufficio confortevole e accogliente (… e non subito
  alla poltrona!). Farsi raccontare dal paziente la sua storia clinica passata e presente, farsi confidare timori ed eventuali fobie e farsi dire in modo sincero cosa si aspettano dalle nostre cure. Cercare di entrare in sintonia con la persona che ci sta di fronte e di farlo sentire a proprio agio. Per ottenere al meglio questo risultato abbiamo organizzato all’interno dello studio alcuni corsi con uno psicologo che ha spiegato a tutti i componenti dello staff come interagire al meglio con i nostri pazienti».

Quali sono gli altri pregiudizi di cui parlava?
«In generale si crede che i costi da sostenere per curare il proprio sorriso siano eccessivi. In realtà, non si considera che le spese che gli studi dentistici devono sostenere per stare al passo con i tempi e con le numerose normative che regolamentano la nostra attività, sono davvero ingenti. Io credo fermamente che l’odontoiatra, se paragonato ad altri specialisti in campo chirurgico, non sia certamente il più caro. La grande differenza è che quasi tutti hanno bisogno di cure dentistiche e che il Servizio Sanitario Pubblico è carente sotto questo aspetto e non riesce a coprire le necessità della popolazione. Inoltre le assicurazioni private non sempre coprono le spese dentistiche. Peraltro, chi cura la propria salute dentale lungo tutto il corso della sua vita e fa una corretta prevenzione, difficilmente si troverà a dover affrontare cure impegnative e quindi elevate spese all’improvviso».

Lei introduce un tema interessante: quello della prevenzione.
«In effetti si tratta di un argomento di capitale importanza e sostengo che tutti dovrebbero esserne consapevoli. Tutte le malattie della bocca e dei denti sono facilmente evitabili se si esegue una corretta prevenzione e se diagnosticate in tempo. Lo dimostra una drastica flessione delle malattie dovute ad una scarsa igiene orale evidenziata negli ultimi anni: merito di una maggiore informazione e del diffondersi di abitudini igieniche ed alimentari più corrette».

A proposito: con che frequenza consiglia ai suoi pazienti di fare dei controlli?
«Bisogna fare in modo che già da piccoli ci si abitui all’idea di andare dal dentista, in modo da non subire particolari blocchi psicologici quando poi si verifica la necessità di sedersi alla poltrona per delle cure. I giovani che io definisco “bravi” – ovvero che curano con costanza l’igiene orale – possono venire per una seduta di controllo una volta l’anno, altrimenti, come per gli adulti che non hanno patologie particolari,devono fare sedute di controllo e di igiene e profilassi con cadenza semestrale. È inoltre buona norma fare periodicamente dei controlli radiografici indispensabili per intercettare e curare le patologie “sul nascere”. Chi si cura bene sicuramente non arriverà mai a mettere una dentiera».

Quali sono i punti di forza del suo Studio?
«Il lavoro in équipe è sicuramente un fattore importante, perché oltre allo stimolo continuo che deriva dal dialogo tra professionisti in diversi ambiti, è possibile seguire corsi di aggiornamento senza trascurare i pazienti. In Ortodonzia, ad esempio, utilizziamo nuove tecniche “invisibili”, molto apprezzate anche tra le ragazzine che non vogliono portare apparecchi tradizionali con attacchi metallici: ad esempio con Invisalign si mettono sui denti mascherine trasparenti progressive, che ottengono lo stesso effetto dei “ferretti”, ma dal punto di vista estetico sono notevolmente migliori. Inoltre stiamo facendo un buon lavoro d’equipe tra protesista e implantologo utilizzando tecniche molto sofisticate per dare ai pazienti manufatti protesici fissi con tempi , costi e sofferenze ridotti ( ad esempio “ All on 4” e “Nobel Guide”). Un altro punto di forza è dato dall’uso sistematico dell’Elettromiografia che ci permette di fare una migliore diagnosi iniziale e di poter poi seguire il paziente in modo dinamico dal provvisorio al lavoro finito. Un capitolo a sé ma non meno importante è quello estetico. Le tecniche a disposizione sono tante e sofisticate: dalle faccette in ceramica ai sistemi sbiancanti. Un bel sorriso è sempre più richiesto e possibile da ottenere».

Qual è il futuro dell’Odontoiatria?
«Io credo moltissimo nelle impronte ottiche, anche se siamo ancora in fase di sperimentazione. Ad esempio già oggi, con l’utilizzo di macchinari come il Cerec, è possibile prendere un’impronta ottica del dente singolo, portarla su pc e realizzare subito il manufatto da inserire in bocca. La ricerca sta lavorando anche su sostanze particolari in grado di far ricrescere l’osso perso. Studi destinati a dare grandi risultati. E il bello, in questo lavoro, è proprio che i risultati si vedono subito».
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