La tecnologia rivoluziona la diagnostica


Il digitale, vera e propria rivoluzione dei nostri tempi, ha cambiato
anche la vita del dentista. E quella del paziente

a cura di Filiberto Vago
 
Alle volte capita che, ascoltando le novità che ci vengono proposte, si rimanga dubbiosi in quanto non si riesce a capire subito se si tratta di una novità utile, interessante e vera, o se si tratta di una “bufala”. Spesso le novità altro non sono che vecchie idee che vengono riproposte. Altre volte non sono cose utili, ma ulteriori complicazioni che ci fanno solo perdere tempo o piccole variazioni a tecniche consuete. È difficile navigare in questo mare di offerte. In campo dentale si hanno miriadi di nuovi suggerimenti che spesso ci confondono e ci disturbano. Le vere novità sono poche, ma quelle poche sono in grado di cambiarci la vita (professionale, ovviamente) e creare delle vere “rivoluzioni” nelle nostre abitudini e nel nostro lavoro. Una di queste è sicuramente l’introduzione degli impianti endossei nella nostra pratica quotidiana. L’implantologia moderna vede la sua comparsa attorno alla metà dagli Anni 60. In quel periodo ci fu un ricercatore svedese, un certo professor Per Ingvar Bramemark, che studiò in che modo fosse possibile ottenere una unione stabile e duratura nel tempo tra vari materiali disponibili e l’osso. Le sue ricerche portarono alla conclusione che il metallo migliore per un buon legame fosse il titanio. Questa unione tra titanio e osso fu definita “osteointegrazione” e la moderna implantologia venne definita “implantologia osteointegrata”. All’inizio il mondo accademico guardò con molto sospetto quanto veniva proposto dalla scuola svedese perché i risultati riportati con successi di durata degli impianti oltre il 90 % strideva con i modesti risultati riportati dalla implantologia tradizionale. Il tempo è stato un ottimo supporter di questa nuova tecnologia tanto che oggi, dopo circa quaranta anni, tutti i dentisti del mondo sono assolutamente convinti che i casi di edentulia (mancanza di denti) vadano risolti con l’utilizzo di queste viti   in titanio. Nei nostri piani di trattamento pensiamo in prima battuta ad una soluzione con impianti, poi con tutti i metodi alternativi possibili. Nessun dentista pensa che un impianto osteointegrato non possa essere, nella quasi totalità dei casi, la migliore soluzione terapeutica da adottare. È quasi sempre possibile sostituire il dente singolo senza dover “sacrificare” i denti vicini per realizzare un ponte. È possibile riabilitare intere zone edentule della bocca senza dover utilizzare apparecchi mobili rimovibili. Si possono posizionare alcuni impianti per “ancorare” dentiere complete e permettere un buon attacco della protesi mobile con migliore stabilità e senso di tenuta e sicurezza una volta impensabili. In alcuni casi è possibile passare da una dentiera mobile ad un ponte fisso in una sola giornata con l’utilizzo di tecniche computer assistite eliminando tempi di attesa che una volta erano di mesi. In definitiva: abbiamo cambiato la vita ed è stata una vera rivoluzione. Sono passati molti anni ed ora, finalmente, ecco che all’orizzonte ci appare una nuova “rivoluzione”. Finalmente sono disponibili sul mercato le nuove tecniche di “ impronta ottica” ovvero la possibilità di “filmare” l’intera arcata dentaria con una videocamera intra orale particolare e poi, con l’utilizzo di programmi computerizzati dedicati, realizzare i calchi delle nostre bocche. Addio alla vecchia impronta tradizionale che utilizzava materiali pastosi tipo siliconi o alginati. Addio a quei voluminosi e ingombranti cucchiai porta pasta. Addio all’imprecisione dei materiali. Possibilità di verifica immediata del nostro lavoro e riduzione dei tempi per la realizzazione dei manufatti. Una tecnica che per ora è all’inizio, ma che tra poco sarà alla portata di tutti. La tecnologia, quando utilizza i sistemi digitali, è veramente rapida e migliora in tempi brevissimi. Ne riparleremo…
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